TEORIA DEL COLORE
Data: Venerdì, 13 Gennaio 2006 alle ore 16:49:42
Argomento: Tecniche e Teorie


Per comprendere ed usare il colore come strumento espressivo bisognerebbe avere ben chiari gli elementi che costituiscono quella che si definisce la teoria del colore.
Tali conoscenze possono venire raggiunte esercitandosi sistematicamente nella mescolanza dei colori oppure attraverso lo studio dei sistemi di ordinamento matematici e geometrici.
Il colore è sempre e soltanto la sensazione di colui che osserva e spesso è labile e soggettivo.
I colori che vediamo in natura sono il risultato di un fenomeno fisico e la luce, che non si può dire abbia un vero e proprio colore, è composta in realtà da una combinazione di radiazioni caratterizzate da diverse lunghezze d'onda (cioè da diversi colori).
In conclusione coesistono e si intersecano in natura due diversi fenomeni di produzione e percezione dei colori la Sintesi Additiva (RGB) il colore e' una percezione di luce riflessa da un oggetto sui nostri occhi e la Sintesi Sottrattiva (CMY).

Sintesi Additiva
RGB - colori primari: Rosso (R-red), Verde (G- green), Blu (B-blue)

Il fisico inglese Isaac Newton dimostrò, nel 1672, che la luce, che vediamo bianca, è in realtà la somma di più colori. Nel suo esperimento Newton fece passare un raggio di luce attraverso un prisma di cristallo, il raggio si scompose in sette colori: rosso magenta, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto (spettro dei colori visibili).
Newton infine ricondusse i colori spettrali a tre bande di colore predominanti detti Primari perchè non ottenibili dalla mescolanza con altri colori Rosso (R-red), Verde (G- green) e Blu (B-blue), la cui somma in diverse proporzioni genera tutte le tonalità dello spettro (Sintesi Additiva RGB sistema utilizzato dalle televisioni a colori con tubo catodico).
La sovrapposizione o somma di due fasci di luce crea colori derivati detti Secondari il rosso+blu= magenta; il rosso+verde= giallo; il verde+blu= cyan, sovrapponendo invece tutti e tre i colori si ottiene il bianco.
Se i due fasci sono di colore diverso, il fascio combinato risultante avrà una tinta che viene percepita come intermedia tra le tinte iniziali. Se le due tinte sono per esempio rosso e verde, la sovrapposizione verrà percepita come rosso, arancio, giallo secondo le intensità dei fasci iniziali, come nell'esempio.
All’inizio il fascio verde è della massima intensità e quello rosso è spento. Poi l’intensità del verde diminuisce mentre il rosso si accende e aumenta. Alla fine solo il rosso è acceso.
Nella sovrapposizione di luci, le intensità si sommano, quindi una sovrapposizione di due luci sarà sempre più intensa, brillante delle singole luci che compongono la sovrapposizione.
Si noti che questo comportamento è diverso dalla sovrapposizione di suoni. Nel caso di suoni sovrapposti (per esempio un accordo do-mi-sol suonato al pianoforte), le singole note continuano a distinguersi. Nel caso di luci sovrapposte, per esempio rosso e verde, è impossibile riconoscere nel giallo i colori originali.
Palette RGB dei software grafici, ogni colore si basa su 255 valori


Sintesi Sottrattiva dei pigmenti (sostanze coloranti)
CMY - colori primari: Cyan (blu ciano), Magenta, Yellow (giallo)

W. Goethe e poi Mussell stabilirono che tre sono i colori primari dei pigmenti (ancor prima Leonardo Da Vinci).
Ma a fine ottocento con l'avvento della stampa tipografica a colori (fotolitografia a retino) e la fotografia, furono stabiliti scentificamente i colori primari delle sostanze coloranti da cui ottenere tutte le altre tinte.
La sintesi si chiama sottrattiva perchè i colori mescolati sottraggono la luce fino al nero (esattamente il contrario della sintesi additiva) .
I colori che derivano dai primari sono chiamati secondari: cyan+giallo= verde; giallo+magenta= rosso; magenta+cyan= blu; al centro otteniammo un colore marrone scuro detto nero di selezione. Non potendo ragguingere un punto di nero profondo con i tre colori primari nella stampa a colori viene aggiunto il nero (black) puro per dare maggiore rilievo e profondità alle immagini.
Palette CMYK dei software grafici, ogni colore è espresso in percentuale


Queste due sintesi dimostrano che in natura non esistono il bianco e il nero infatti essi sono l'effetto prodotto dalla somma di luce o di colore.
Deriva quindi questa osservazione: percepiamo un oggetto di un colore poiché questo assorbe tutte le componenti cromatiche della luce tranne la componente che ne caratterizza il colore e che viene riflessa. Ad esempio un oggetto ci appare rosso perché riflette il colore rosso, mentre assorbe tutte le altre componenti della luce, quindi gli oggetti che percepiamo come bianchi riflettono tutti i colori dello spettro, mentre quelli neri li assorbono tutti.
Quando poi la luce incontra un corpo opaco, dà luogo a effetti diversi a seconda della composizione molecolare di quest'ultimo. Può essere completamente assorbita dal corpo e in questo caso vediamo nero, cioè ombra, assenza di luce; oppure può essere riflessa, apparendo quindi nel suo colore, il bianco.
Perciò possiamo dire che il bianco e il nero non sono propriamente colori, ma luce e ombra. Vediamo i colori soltanto quando il corpo opaco assorbe la luce, riflettendone una parte.
Ma occorre considerare che, in assenza di condizioni di massima luce e massimo ombra, sarà sempre presente una valenza cromatica. Infatti in natura non esistono il bianco e il nero assoluti.





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